2 aprile 2017

Novità 2017 – Detraibilità passa da 400 a 564 euro

Non è una novità assoluta delle dichiarazioni presentate nel 2017 la detrazione sulla spese di istruzione sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione.

Quel che cambia è la spesa massima su cui si può applicare la detrazione del 19%, che in relazione alle spese sostenute nel 2016 è aumentato da 400 a 564 euro per ogni alunno o studente.

DETRAIBILITÀ DELLE SPESE SOSTENUTE PER LA FREQUENZA SCOLASTICA

ed EROGAZIONI LIBERALI A FAVORE DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI (cfr Legge 107/2015)*

La CIRCOLARE  N. 3/E del 02/03/2016 dell’Agenzia delle Entrate, emessa in risposta ad alcuni chiarimenti interpretativi richiesti dal Coordinamento Nazionale  dei CAF, precisa al punto 1.15 (che di seguito riportiamo integralmente) quali siano i criteri per distinguere le spese per la frequenza scolastica, ammesse in detrazione ai sensi dell’art. 15, comma 1, lettera e-bis) del TUIR ma nel limite massimo di spesa di 400 euro, e le erogazioni liberali a favore  degli istituti scolastici, già ammesse in detrazione ai sensi della successiva lettera i-octies) senza limite di importo.

“1.15 Spese per la frequenza scolastica

DOMANDA.- Si chiede di sapere quali siano i criteri per distinguere le spese per la frequenza scolastica, ammesse in detrazione ai sensi deII’art. 15, comma 1, lettera e-bis), del TUIR nel limite massimo di spesa di 400 euro, e le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici, già ammesse in detrazione ai sensi della successiva lettera  i-octies) senza limite di importo.

RISPOSTA.- In data 16 luglio 2015 è entrata in vigore la legge 13 luglio 2015, n. 107, recante la “riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”. La legge ha riformulato  le disposizioni del TUIR riguardanti le detrazioni per le spese di istruzione ed in particolare ha modificato I’art. 15, comma 1, lettera  e) ed ha inserito  nel medesimo articolo 15 la nuova lettera e-bis).

A seguito di tali modifiche, la lettera e) – che precedentemente riguardava tutte le spese di istruzione detraibili – disciplina la sola detrazione delle spese di istruzione universitaria mentre la successiva lettera e-bis) disciplina la detrazione delle spese “per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione di cui all’articolo 1 della legge 10 marzo 2000, n. 62, e successive modificazioni, per un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno o studente. Per le erogazioni liberali alle istituzioni scolastiche per  l’ampliamento  dell’offerta formativa rimane fermo il beneficio  di cui alla lettera  i-octies), che non è cumulabile con quello di cui alla presente lettera”.

L’art. 15, comma 1, lettera i-octies), del TUIR dispone invece la detrazione del 19 per cento per le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritarie senza scopo di lucro appartenenti al sistema nazionale di istruzione di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, e successive modificazioni, finalizzate all’innovazione tecnologica,  all’edilizia  scolastica  e all’ampliamento dell’offerta formativa con le condizioni previste dalla norma.

Attesa la rilevanza sociale e le implicazioni di carattere tecnico connesse alla attuazione della nuova disposizione di cui alla lettera e-bis), anche in riferimento alla previgente lettera i-octies), è stato interpellato il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per individuarne l’ambito applicativo.

L’amministrazione interpellata ha precisato che, alla luce del combinato disposto delle lettere e-bis) e i-octies) dell’art. 15, “i contributi volontari consistenti in erogazioni liberali finalizzate all’innovazione tecnologica (es. acquisto di cartucce stampanti), all’edilizia scolastica (es. pagamento piccoli e urgenti lavori di manutenzione o di riparazione), all’ampliamento dell’offerta formativa (es. acquisto di fotocopie per verifiche o approfondimenti) rientrano nell’ambito di applicazione della lettera i-octies). Invece, le tasse, i contributi obbligatori, nonché i contributi volontari e le altre erogazioni liberali, deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica ma non per le finalità di cui alla lettera i-octies) rientrerebbero nella previsione della lettera e-bis). Si citano, a mero titolo di esempio, la tassa di iscrizione, la tassa di frequenza e le spese per la mensa scolastica”.

Sulla base dei criteri esposti devono essere, pertanto, individuate le spese detraibili nel limite massimo di spesa annua di 400 euro per alunno o studente, a partire dal 1 gennaio 2015, e quelle che possono beneficiare della detrazione di cui alla lettera i-octies). Rimane, in ogni caso, escluso dalla detrazione l’acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici per la scuola secondaria di primo e secondo grado.”

*Legge 107/2015 (Riforma del Sistema nazionale di Istruzione e Formazione e delega per il riordino delle disposizioni vigenti) art. 1 comma 151

All’articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi,  di cui al decreto del Presidente  della Repubblica  22 dicembre  1986, n.  917,  e successive  modificazioni,  sono apportate  le seguenti  modificazioni.  a) al comma  1, la lettera e) è sostituita dalla seguente: «  e) le spese per frequenza di corsi di istruzione universitaria, in misura  non superiore  a quella stabilita per  le tasse e i contributi  delle università statali»,  b) al comma  1, dopo la lettera e) è inserita la seguente: «e bis ) le spese per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo  di  istruzione  e  della  scuola  secondaria   di  secondo  grado  del sistema  nazionale  di  istruzione  di cui all’articolo  1 della legge  10 marzo  2000, n.  62, e successive  modificazioni,  per  un importo  annuo non superiore a 400 euro per alunno o studente.  Per le erogazioni  liberali  alle istituzioni  scolastiche per l’ampliamento  dell’offerta formativa rimane  fermo il beneficio  di cui alla lettera iocties),  che non è cumulabile con quello di cui alla presente lettera»;  c) al comma 2, dopo le parole:  «lettere c) ,  e) , » è inserita la seguente: «e-bis ), »).

Quanto sopra riportato ci permette di segnalarvi  quindi  l’importante novità della possibilità di detrarre  il 19%, già nella prossima dichiarazione dei redditi che farete (riferita ai redditi ed alle spese dell’anno solare  2015), delle spese di frequenza o di mensa scolastica ma solo su un importo massimo annuo di euro 400 per ciascun studente iscritto alle nostre  scuole paritarie.

Rimane inoltre in vigore, come per l’anno precedente, la detraibilità/deducibilità delle erogazioni liberali, fatte alle nostre istituzioni scolastiche nell’anno solare 2015, e finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica  o all’ampliamento dell’offerta formativa.

Per le persone fisiche e per gli enti non commerciali tale detrazione è del 19% degli oneri sostenuti e senza limiti di importo.

Per le aziende si applica invece la deduzione, anche se con il doppio limite del 2% del reddito d’impresa dichiarato e nella misura massimo di 70.000 euro annui.

La detrazione compete a condizione che il versamento sia eseguito tramite banco, ufficio postale ovvero  mediante  carte di debito, di credito e prepagate, assegni  bancari e circolari, e che sia specificata la finalità nella causale.

Lo scuola rilascia comunque ad ognuno una dichiarazione attestante l’avvenuta erogazione liberale. Tale dichiarazione, unita alla ricevuta del versamento, consente la detrazione/deduzione dell’erogazione.

N.B. Per oneri “deducibili” si intendono le spese che possono essere sottratte al reddito primo di calcolare l’imposta da pagare. Le spese “detraibili” sono invece quelle che possono essere sottratte direttamente alle imposte da pagare, diminuendone così l’importo.